Se vuoi avere il meglio, devi essere il meglio

Aggiornato il: 11 giu 2019


Ricordo ancora quella lezione ad Arezzo.


Durante un colloquio clinico, il paziente comincia a lamentarsi con insistenza, raccontando ciò che lui percepisce come insopportabile fonte di ingiustizia che gli impedisce di arrivare all'obiettivo che si era prefissato.


La lamentela comincia ad essere debordante fino quasi ad assumere i contorni di un "j'accuse" al mondo intero.


Il Professore, dopo aver lasciato il giusto spazio, interrompe garbatamente il paziente, dicendogli con voce calma "Perdonami".


Poi lascia passare qualche secondo e sempre con grandissima calma quasi sussurra queste poche parole: "Se vuoi avere il meglio, devi essere il meglio".

Ancora silenzio.


Il paziente è visibilmente tramortito, come colpito da una freccia nel suo tallone d'Achille.


In quel momento è evidente che tutto il mondo delle scuse e delle lamentele che si era costruito, si sbriciola definitivamente, provocando quell'esperienza emozionale correttiva che sta alla base del cambiamento terapeutico.


Da quel momento nulla sarà più come prima e il paziente si ritrova tra le mani tutta la sua vita, senza più quello strato di polvere fatto di scuse e lamentele che gliel'avevano nascosta.


Quelle parole, con forza simile, tramortiscono anche me, spettatore di un cambiamento terapeutico di cui vorrei diventare facilitatore.


Perchè darsi da fare per essere ogni giorno migliori è uno dei percorsi più entusiasmanti che ci è dato perseguire nella nostra condizione umana.

Lamentele e scuse non sono altro che alibi che ci raccontiamo per evitare di farci davvero carico degli obiettivi che non riusciamo a raggiungere.

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